Parigi. Una giovane donna seduta è al bancone di un bar, beve whisky. Sono giorni che vaga senza meta, distante da tutto e da tutti, non si sente triste, «da un pezzo aveva superato la tristezza». Il suo unico interesse è riempire il bicchiere davanti a sé e svuotarlo fino a non reggersi più in piedi. Betty, il suo nome, lo rivelerà a una frequentatrice del bar, Laure, che si prende cura di lei, accogliendola nel suo albergo e offrendole rifugio, cibo, riposo.
Ma chi è questa bella ragazza all’orlo del baratro, che sembra fuggire da qualcosa e qualcuno, capace di trovare conforto solo nell’alcool?
Ce lo svela lo scrittore con la sua brillante maestria, mantenendoci in sospeso, svelandocelo un po’ per volta, attraverso frasi e dettagli buttati qua e là nella conversazione confidenziale che si va instaurando tra le due donne. Una matassa di informazioni che in prima lettura non è facile sbrogliare, ma che lentamente prendono forma delineando la storia. Una storia femminile in cui l’autore scava nella psiche del personaggio, rivelandocelo in tutta la sua apparente fragilità, ma ricco di una grande determinazione e forza interiore.
È un libro al femminile, in cui l’attenzione è focalizzata sulla sua figura, sui suoi desideri, convinzioni e contraddizioni, su ciò che sogna al di là di ciò che gli altri si aspettano da lei. Un’eroina, una “Karenina” francese, contemporanea, che sfida le convenzioni inseguendo il suo istinto e le sue pulsioni al di là delle conseguenze.
Anche la maternità non è vista come un dovere sacro e e assoluto: Betty non la antepone a sè stessa, confessandolo apertamente a Laure: «Dando la vita a un altro essere umano, avrei pagato in un modo o nell’altro, con la sofferenza o con la mia stessa vita, oppure restando invalida per il resto dei miei giorni». Un pensiero che si riflette inevitabilmente sul rapporto coniugale, sulle dinamiche di coppia che cambiano con l'arrivo dei figli, svelando il peso delle aspettative sociali e il fragile equilibrio tra desiderio e responsabilità.
Ancora una volta Simenon ci regala un romanzo intenso e penetrante, capace di scandagliare le ombre dell'animo umano con il suo stile essenziale e affilato. Sullo sfondo, una Parigi notturna e sregolata prende vita con la sua malinconica bellezza, popolata da personaggi inquieti in cerca di redenzione che forse non arriverà mai.
“Betty” di George Simenon (ed.Gli Adelphi 1992)