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05 gennaio 2026

L’AMORE SI TINGE DI ROSSO di Andrea Carraresi

 



Ripensando alla prosa di Andrea Carraresi, quello che emerge è una scrittura matura e consapevole, ricca senza essere eccessiva, pulita, chiara, elegante, sostenuta da una competenza narrativa.  

Scrittore fiorentino, Andrea Carraresi, ambienta le sue storie nel territorio toscano, nello specifico nel paese di Sesto Fiorentino e nelle zone limitrofe, trasformando luoghi quotidiani e familiari in scenari colmi di mistero e inquietudine.  

Per chi, come me, vive a Sesto diventa un piacere moltiplicato, leggere storie come queste, in cui si riconoscono strade, paesaggi, angoli consueti attraversati da eventi tragici ma plausibili, come crimini, delitti, e violenze.

I sette racconti che compongono la raccolta esplorano le zone oscure dei rapporti disfunzionali, dei sentimenti malati, della gelosia e dell’ amore sbagliato, capace di spargere sangue anziché affetto. Un amore che, appunto, si tinge di rosso, come il titolo dichiara con lucidità e realismo.

Ogni racconto è una storia autonoma, costruita con una sapiente suspense che accompagna il lettore fino alla rivelazione finale, quando il movente o il colpevole emergono con chiarezza.  I personaggi sono tanti e memorabili: dal maresciallo Spanò a Paolo ed Eleonora, da Luca Sassoli al commissario Andrea Vinciguerra, dal maresciallo Sante Beneduci ad Andrea e la sua Ducati; infine dal commissario Emanuel Bentivoglio, fino al dottor Mirko Belluomo e alla splendida agente Caterina.

Ma il vero protagonista del libro rimane il territorio toscano: Sesto, Volterra, Calenzano, Colonnata, la Fonte dei Seppi, Le Croci, Monte Morello … luoghi ricchi di storia, bellezza, tradizioni  culturali e folkloristiche, descritti  dall’autore con partecipazione.

L’amore si tinge di rosso è un libro avvincente, che si legge d’un fiato e che invita alla  riflessione, perché l’amore  ossessivo e possessivo che conduce  spesso alla violenza non è amore, ma il surrogato più pericoloso: una visione distorta che lascia dietro sé solo un fiume di sangue e di morte.

L’amore si tinge di rosso” di Andrea Carraresi ( ed. JollyRoger 2025)     

29 ottobre 2024

IO, BEATRICE CENCI una ragazza romana di Nicoletta Manetti

 



IO, BEATRICE CENCI una ragazza romana di Nicoletta Manetti

«Leggo giusto l’introduzione dell’avvocato Paola Pasquinuzzi  – donna affabile ed empatica che ho avuto il piacere recentemente di ascoltare in una conferenza sulla violenza di genere – e poi chiudo» mi sono detta per rispetto a tutti i libri impilati sul comodino che attendono il proprio turno di lettura. Da quella son passata al sonetto di Marco Vichi «Giusto una pagina e chiudo davvero» ma da lì è stato facile lasciarsi travolgere dalla scrittura magistrale di Nicoletta Manetti, scivolare nella narrazione «Chi è questa Beatrice, dal volto così angelico?». Le pagine si susseguivano una dopo l’altra, difficile arrestare la caduta.

Sì perché non si può fare a meno di rimanere coinvolti nella storia di questa ragazza romana, così indifesa e fragile all’apparenza, ma al contempo forte, determinata e tenace, che a soli venti anni, condusse una battaglia impossibile per il suo tempo.

Pochi ne conoscono la vita  breve e infelice, forse per questo l’autrice ha voluto riportarla in luce, allo sguardo e all’attenzione di una società che continua a commettere gli stessi e assai peggiori errori.

Una storia perciò, che ha bisogno di essere raccontata e in questa, Nicoletta sensibile a ogni ingiustizia, ha voluto prestare voce e cuore. Una vicenda tremendamente attuale che ci fa riflettere e constatare che poco è cambiato in tutti i secoli trascorsi, solo il contesto e le modalità.

Nasce così una testimonianza accorata – narrata in prima persona – in cui si dispiegano gli eventi della vita della protagonista: la nascita nella nobile famiglia Cenci, l’infanzia spensierata dalle suore francescane insieme alla sorella, e poi il baratro nelle fauci del mostro, suo padre; le fughe e le strategie di alleanza con la matrigna Lucrezia – anche lei vittima del marito – e con Marzio e Olimpo uomini al suo servizio e amanti; l’illusione di riscatto e la promessa di amore con l’abate Guerra; la reclusione alla Rocca di Petrella sul Salto; il parricidio, la galera e il lungo processo che la vide colpevole di un atto che era solo risposta di difesa e sopravvivenza.

L’autrice ci propone questa tragica storia con una delicatezza straordinaria, da togliere il peso della violenza e brutalità, valorizzando invece il desiderio di amore e di vita di Beatrice. Il tutto in maniera precisa, dettagliata e documentata, come è suo solito.

Ritrovarsi all’ultima pagina  è un attimo: succede sempre così coi libri di Nicoletta, rimane la nostalgia della lettura terminata insieme all’ eco e all’emozione della storia, come un buon cibo di cui non si è mai sazi e che mantiene vivo il piacere dell’ultimo boccone.  

Una lettura davvero appassionante, un racconto drammatico e struggente che ci rivela tutta la forza e fermezza di una donna che a soli vent’anni, lottò con tutta se stessa per la Giustizia e il riconoscimento di un diritto – quello di vivere – e di un’assoluzione che la stoltezza della sua epoca non vollero riconoscere.

Io , Beatrice Cenci Una ragazza romana” di Nicoletta Manetti ( Angelo Pontecorboli Editore Firenze 2024)

28 ottobre 2024

07 maggio 2024

IL RIFRULLO DEL DIAVOLO di Andrea Improta

 


Il Rifrullo del Diavolo è un romanzo che definire “giallo” sarebbe davvero riduttivo. Vero che ha tutte le peculiarità per catalogarlo nel genere – c’è un femminicidio, un assassino, un commissario, un’ indagine in corso – ma c’è molto di più a mio parere, sconfinando, in territori che lo accomunano anche ad altre tipologie di narrazione, “rosa” per il bisogno inesauribile di amore dei personaggi, “rosso” per le note piccanti ed erotiche, “noir” per l’impronta grottesca e truce di alcune ambientazioni e situazioni, realtà purtroppo sempre più attuale. Insomma si potrebbe definire un’opera davvero completa, capace di soddisfare anche il lettore più esigente (come me che non amo le note particolarmente gialle e noir) avvalendosi del genere che più predilige.

L’aspetto assai peculiare del libro è che l’autore ci svela già all’inizio l’omicida, ma la cosa ancor più sorprendente è che nonostante la rivelazione, la tensione non manca, anzi aumenta man mano si procede nella lettura. Forse perché, come dicevo poco prima, il romanzo non è solo basato sull’aspetto investigativo, ma su una narrazione che si avvale di altri elementi importanti, quali l’intreccio e l’attrattività della storia legata all’ottima strutturazione dei personaggi (tanti e sapientemente ideati), alla fluidità dialogica, e non per ultimo all’ambientazione, Firenze che fa da sfondo in maniera sublime alle complesse vicende umane.

Giulia, una ragazza venticinquenne viene trovata uccisa nel proprio appartamento, riversa nuda sul divano, palesemente violentata e maltrattata. Marco Manfredi, commissario di Polizia Giudiziaria di Firenze, conduce il caso non facile, in quanto man mano che l’indagine prosegue, affiorano sempre nuovi fantasmi nel vissuto della ragazza, aprendo piste e possibilità ulteriori.

Accompagnano l’investigazione le storie d’amore e passione delle due coppie protagoniste: Manfredi e Alice alla ricerca continua di serenità e amore, quello che condivide il caffè del mattino, le facce assonnate e non solo il letto; e di Sauro e Martina, pedine secondarie ma non meno importanti in questo complicato gioco di delitto, amore e passione.

Non aggiungo altro per non togliere al lettore il gusto della scoperta. L’autore, Andrea Improta che ho il piacere di conoscere, ha la grande capacità di sapere scegliere le parole e collocarle nel punto giusto, di attribuire loro spessore e significato, rendendole verità e restituendo suggestione ed emozione. Ciò che sanno fare i bravi scrittori.

Una prosa ricca di dettagli del panorama umano e quotidiano, fluida e trascinante, come una musica che si armonizza col respiro dell’ascoltatore, tanto che si arriva alla fine stupiti da come abbiamo divorato tutte quelle pagine, senza accorgerci del tempo trascorso.

E il titolo? Cos’è il Rifrullo del Diavolo e cosa c’entra con questa storia?

Confesso, anch’io non conoscevo la leggenda, è stata una piacevole sorpresa. I “più” fiorentini sicuramente la conoscono, agli altri non resta che leggere il libro.

 

“Il rifrullo del diavolo” ( ed. Incipit23 – 2022)