Conosco Paolo Orsini da molti anni, ci unisce la passione
per la scrittura e in più occasioni abbiamo collaborato alla realizzazione di
progetti comuni, come le raccolte di racconti, a cura dell’Associazione Gruppo
Scrittori Firenze, di cui facciamo parte.
Mi ha sempre colpito di Paolo l’impronta ironica del suo
stile, quel tocco sottile e leggero (e non superficiale) nell’affrontare,
trattare, discutere ogni argomento, restituendocelo nella sua rappresentazione
più divertente ed enigmatica, portandoci però alla riflessione e all’approfondimento.
In questo suo primo romanzo Limousine, devo dire che sono rimasta sorpresa – piacevolmente si
intende – nel trovarmi davanti a un’opera “seria”, più complessa, assai
articolata che tocca tematiche attuali e molto interessanti.
Giovanni è un
uomo sulla cinquantina, imprenditore, dal carattere forte e volitivo grazie al
quale ha costruito un impero sostenuto dal denaro, dal successo e da una
popolazione femminile di cui ama circondarsi. Una serie di eventi – che non
svelerò assolutamente – cambiano all’improvviso l’andamento favorevole del
gioco costringendolo a rimettere in discussione la propria vita, dove avranno
una parte incisiva e decisiva i sentimenti (amicizia, amore, passione, dignità,
rispetto…) e non più il calcolo e la fredda razionalità. Non voglio svelare
oltre, che è veramente molto, perché in questo libro ciò che non mancano sono
proprio le svolte e i continui colpi di scena. Nella prima parte l’autore ci fa
vivere una vera e propria esperienza sensoriale a bordo dello yacht dell’amico
Maurizio – col quale Giovanni si intrattiene per affari in compagnia di due
splendide ragazze – sorseggiando drinks,
gustando aperitivi e cene da gran gourmet, cullati piacevolmente dalle onde in
rada, mentre una brezza leggera rinfresca le serate.
Nella seconda parte invece ci troviamo a New York su una
Limousine bianca, attrezzata di ogni più sofisticata diavoleria, in cui una
bellissima e glaciale donna, Penelope,
accoglie il nostro protagonista sempre per una questione d’affari che si
rivelerà però qualcosa di molto più intrigante.
Non aggiungo altro sulla trama, ma solo alcune
considerazioni in merito allo stile che come ho già anticipato è molto sottile
e leggero al contempo. Interessante la suddivisione in capitoli, intitolati col
nome del soggetto che interagisce. Ciò permette all’autore di districarsi nella
molteplicità e complessità delle personalità dei personaggi, partendo dal punto
di vista di ciascuno di loro. Ottima strategia, che determina chiarezza e consente
al lettore di penetrare nell’animo di ogni attore, di approfondire le
caratteristiche di ciascuno senza difficoltà. Paolo Orsini sa deliziarci grazie
alla sua capacità narrativa e immaginativa (lo scrittore afferma di non essere
mai salito su uno yacht e su una Limousine, come Salgari non si era mai
allontanato dall’Italia), e alla sua scrittura fluida e briosa, che si
destreggia con conoscenza, abilità e competenza nella materia del mercato
finanziario (ma non solo) aprendo le porte su un mondo poco conosciuto se non a
pochi eletti – quello del lusso, del potere, delle escort – molto lontano dalla
realtà borghese fiorentina dei suoi precedenti racconti.
Insomma un’ esperienza davvero unica e amabile, che
consiglio ai lettori che vorranno divagare dalla realtà quotidiana, una storia
che rimane stampata nella memoria come un film contemporaneo di cui assaporiamo ogni momento
senza mai annoiarci, dove non mancano le opportunità per riflettere su quali siano
davvero i valori importanti della vita. Ringrazio Paolo Orsini per questa
gradevole “divagazione” e resto in attesa del prossimo lavoro, in cui l’ho già
visto all’opera.
“Limousine” di
Paolo Orsini ( Youcanprint 2023)