Brandelli di uno
scrittore precario non è il solito manuale di scrittura (non dico niente di
nuovo, c’è scritto anche sulla copertina) ma molto di più, un fondamentale
compendio per una buona scrittura che concentra e raccoglie infinite
indicazioni, strategie, istruzioni (diciamola così), nonché selezionate citazioni
di grandi letterati con precisi riferimenti bibliografici, comprendendo anche
una mini raccolta di racconti e una breve parentesi autobiografica dello
scrittore e amico Mirko Tondi.
Al di là del mio giudizio di parte, sfido il parere di
chiunque, scrittori affermati o emergenti, nel considerarlo un prezioso,
accurato e valido contributo sull’arte dello scrivere, pari (o superiore) a
tanti altri che ho sulla scrivania, Amata
Scrittura di Dacia Maraini, Esercizi di stile di Raymond Queneau, Il mestiere di scrivere di Raymond
Carver, On writing di Stephen King, Manuale di scrittura creativa di
Cotroneo, solo per citarne alcuni.
Bellissime anche le illustrazioni annesse di Massimiliano Bertolotti, (apprezzabili già
in copertina con la mano della scrittore che con la penna sembra scolpire la
roccia della realtà portando in superficie storie), che conferiscono vivacità e
dinamismo alla scrittura già vitale di Mirko. La scrittura è infatti un’arte,
espressione massima di creatività, voce unica e irripetibile, ognuno con la
propria.
Brandelli di uno
scrittore precario ha la fluidità di un romanzo, per il tono colloquiale
dell’autore che si rivolge al lettore come se fosse davanti a lui, seduto al
tavolino di un bar o in un’aula scolastica, per discorrere di scrittura in una
maniera davvero molto piacevole e rilassante. Niente nozioni, niente noiosi e
inutili elenchi, solo citazioni letterarie, cinematografiche, musicali selezionate
e pertinenti (con precisi riferimenti) che stimolano il lettore a ulteriore
approfondimento e ricerca. Tanti i consigli di scrittura che, alla maniera di
Carver, dovremmo appuntare come post it o scrivere semplicemente su una
lavagnetta davanti al pc, per tenerli sempre ben in vista quando scriviamo.
Non vi presterò il mio libro, pieno di sottolineature (sono
una lettrice che si permette la licenza di farlo, anche se per alcuni è dissacrante),
rivelatrici, a detta anche dell’autore, di ottima qualità del testo. Sarebbe
impossibile riportare e riflettere su ogni precetto, sono davvero tanti, perciò
mi limiterò a riportarne solo alcuni.
«Cercare di scrivere
tutti i giorni e arrivare in fondo» è forse il più importante consiglio da mettere
in cima alla lista (confesso, lo condivido, ma lo seguo solo in parte).
Sono pienamente d’accordo sull’importanza della lettura per
scrivere bene: «Se avete come obiettivo
di scrivere qualcosa di valido dovete prima aver letto, se non parecchio almeno
abbastanza […] La lettura, lo abbiamo detto, è il punto di partenza, su questo
non c’è dubbio, per cui l’investimento è indispensabile».
Sullo stile Mirko ce la dice lunga: «Raggiungere un proprio stile, uno stile riconoscibile e possibilmente
unico, una voce potente che emerga dal mucchio della mediocrità e
dall’ordinarietà, è l’obiettivo più elevato in cui si possa sperare. Ma allo
stesso tempo è forse il solo obiettivo da porci se vogliamo lasciare il segno».
Illuminante la riflessione sull’equilibrio tra tecnica e
cuore: «Il pericolo della tecnica è che
più che ce ne nutriamo, più rischiamo di relegare il cuore in un angolino
credendo inconsciamente di poterlo soppiantare con il repertorio acquisito di
trucchi da scrittore. Niente di più sbagliato. […] Pensiamo che la tecnica ci
permetta di entrare più dentro alle cose e invece, qualche volta, quelle cose
ci impedisce di sentirle».E ancora: «Le
belle frasi e le belle parole possono essere tenute insieme solo dalle emozioni
che si provano quando si pensano e si scrivono».
Altra lezione chiarificatrice riguarda
il differente approccio tra racconto e romanzo:«Nel racconto si avanza per sottrazione, non soltanto per la scelta delle
parole, ma anche per la circoscrizione delle tematiche e degli eventi da narrare;
di solito, infatti, è meglio concentrarsi su un unico episodio[…]Il romanzo
invece si muove nella direzione opposta, procedendo per accumulazione».
Troverete qui le teorie sull’architettura e struttura del romanzo,
che Mirko illustra e spiega nel dettaglio: il Paradigma di Syd Field, “Il
viaggio dell’eroe”Christopher Vogler, il metodo delle “5 W”, solo per citarne
alcune.
I corsi di scrittura hanno proprio il grande valore di
fornire conoscenze e strumenti necessari per scrivere bene, accelerando in tal
modo il processo creativo che diversamente richiederebbe tempi più lunghi,
avvalendosi anche del confronto con gli altri.
Osare, sperimentare, provare commettendo anche errori fa
parte del gioco, «perché non aver osato
costituisce a sua volta un fallimento, quello di non aver utilizzato la
scrittura per esprimersi al massimo delle proprie intenzioni».
Non mancano infine lezioni dettagliate e approfondimenti sul
metodo, sugli strumenti del mestiere, sull’organizzazione del tempo, sull’importanza
della riscrittura, sull’editing, sui premi letterari (sapere riconoscere quelli
che offrono opportunità), sulla editoria, pubblicazione e promozione. Ma sarebbe
davvero troppo trascriverle tutte anche se meritevoli, perciò se davvero la
scrittura è la vostra arte, attitudine e passione e volete approfittare di questa
preziosa opportunità, non vi resta che leggerlo, sono sicura non ve ne
pentirete.
A.C.