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02 febbraio 2026

LA PIAZZA DEL DIAMANTE di Mercè Rodoreda

 


La piazza del Diamante è stata senza dubbio una scoperta preziosa. Ho conosciuto questo romanzo della scrittrice catalana Mercè Rodoreda grazie al consiglio di un’amica e, fin dalle prime pagine, mi ha colpita per la sua intensità.

La storia è narrata in prima persona da Natalia, una donna semplice, appartenente alla classe medio-bassa della Spagna durante la guerra civile. Attraverso la sua voce ingenua e sincera, veniamo accompagnati nella sua vita fatta di sogni, rinunce, difficoltà e silenzi.

Il racconto procede come un flusso di coscienza, con un linguaggio popolare e spontaneo, fatto di frasi brevi e lunghe, spesso senza schemi rigidi. È proprio questo stile a rendere la narrazione così autentica.

Natalia racconta il suo matrimonio con Quimet, un uomo che dice di amarla ma che cerca costantemente di controllarla con un atteggiamento maschilista e autoritario. L’allevamento dei colombi, che finiranno per invadere la casa, nasce da una sua idea, accettata da Natalia – che lui chiama “Colombetta” – contro la propria volontà. I due figli, la guerra civile, l’arruolamento di Quimet, le difficoltà economiche e la fame la conducono lentamente verso una profonda disperazione.

È la storia di una donna che, quasi senza rendersene conto, lotta per affermare se stessa e la propria dignità. Rodoreda riesce a trasformare oggetti, gesti quotidiani ed eventi semplici in emozioni potentissime. Non racconta mai direttamente ciò che i personaggi provano: lo mostra attraverso le loro azioni e pensieri, applicando perfettamente il principio dello show, don’t tell.

Questo è uno di quei libri che restano dentro anche dopo averli chiusi. Una storia forte, delicata e dolorosa allo stesso tempo, capace di coinvolgere e far riflettere.

Consigliato a chi ama i romanzi profondi, le voci femminili autentiche e le storie che parlano, in silenzio, di resistenza e di dignità.

La piazza del Diamante” di Mercè Rodoreda ( ed. La Nuova Frontiera 2020)