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01 marzo 2026

ANCHE I CANI A VOLTE VOLANO di Dacia Maraini

 

"Rispettare gli animali non è un atto di pietà ma di giustizia. E' restituire equilibrio a un mondo che abbiamo spezzato. E' capire che la vita non appartiene a nessuno, ma scorre dentro tutti, come un unico fiume"

Ancora una volta Dacia Maraini non delude. In questo piccolo libro di poche pagine, l’autrice ci accompagna in un viaggio delicato e profondo nel mondo degli animali, invitandoci a uno sguardo più sensibile e attento.

Attraverso brevi capitoli incontriamo gatti, cani, gabbiani, lupi, topi, maiali, orsi, cervi, galline, api… Storie che si alternano a ricordi, dichiarazioni pubbliche, lettere e riflessioni personali raccontate con un linguaggio semplice e diretto.

L’intenzione è chiara: farci prendere coscienza della sensibilità di ogni essere vivente, della sua capacità di soffrire, gioire, amare.

Nel libro trovano spazio temi importanti e scomodi: i maltrattamenti e l’abbandono degli animali, gli allevamenti intensivi, la scelta vegetariana, la crudeltà degli zoo, la caccia definita dall’autrice morte per divertimento» e gli incendi dolosi che devastano l’ambiente e la fauna.

«La gente non è crudele per istinto, ma perché non è capace o non è educata a immaginare la sofferenza altrui» scrive Maraini. Una riflessione che centra il bersaglio e che ci ricorda quanto l’educazione e la cultura siano terreno fertile per costruire un mondo più giusto.

La scrittura procede come un flusso di coscienza, sempre attraversata da una profonda tensione etica. Non c’è retorica ma un costante invito alla comprensione, al rispetto e alla responsabilità verso ciò che ci circonda.

 «La vita non è fatta solo di tecnologia e presunzione, ma anche di convivenza e comprensione»

Al termine della lettura è difficile restare indifferenti. Anche i cani a volte volano è una lettura breve ma intensa capace di lasciare un segno e di spingerci, anche solo per un po’, a cambiare sguardo sul nostro rapporto con gli animali e la natura.

 

Anche i cani a volte volano” di Dacia Maraini (Ed. Solferino 2026)


02 febbraio 2026

LA PIAZZA DEL DIAMANTE di Mercè Rodoreda

 


La piazza del Diamante è stata senza dubbio una scoperta preziosa. Ho conosciuto questo romanzo della scrittrice catalana Mercè Rodoreda grazie al consiglio di un’amica e, fin dalle prime pagine, mi ha colpita per la sua intensità.

La storia è narrata in prima persona da Natalia, una donna semplice, appartenente alla classe medio-bassa della Spagna durante la guerra civile. Attraverso la sua voce ingenua e sincera, veniamo accompagnati nella sua vita fatta di sogni, rinunce, difficoltà e silenzi.

Il racconto procede come un flusso di coscienza, con un linguaggio popolare e spontaneo, fatto di frasi brevi e lunghe, spesso senza schemi rigidi. È proprio questo stile a rendere la narrazione così autentica.

Natalia racconta il suo matrimonio con Quimet, un uomo che dice di amarla ma che cerca costantemente di controllarla con un atteggiamento maschilista e autoritario. L’allevamento dei colombi, che finiranno per invadere la casa, nasce da una sua idea, accettata da Natalia – che lui chiama “Colombetta” – contro la propria volontà. I due figli, la guerra civile, l’arruolamento di Quimet, le difficoltà economiche e la fame la conducono lentamente verso una profonda disperazione.

È la storia di una donna che, quasi senza rendersene conto, lotta per affermare se stessa e la propria dignità. Rodoreda riesce a trasformare oggetti, gesti quotidiani ed eventi semplici in emozioni potentissime. Non racconta mai direttamente ciò che i personaggi provano: lo mostra attraverso le loro azioni e pensieri, applicando perfettamente il principio dello show, don’t tell.

Questo è uno di quei libri che restano dentro anche dopo averli chiusi. Una storia forte, delicata e dolorosa allo stesso tempo, capace di coinvolgere e far riflettere.

Consigliato a chi ama i romanzi profondi, le voci femminili autentiche e le storie che parlano, in silenzio, di resistenza e di dignità.

La piazza del Diamante” di Mercè Rodoreda ( ed. La Nuova Frontiera 2020)