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05 aprile 2026

DIARIO DI RONDINE di Amélie Nothomb

 

DIARIO DI RONDINE di Amélie Nothomb

«Difficile liberarsi da qualcosa che uno ha scambiato per liberazione»

È  sempre un piacere leggere Amélie Nothomb, scrittrice belga che ha saputo rivoluzionare la narrativa contemporanea con il suo stile diretto, crudo e  pungente. La scrittura della  Nothomb è inconfondibile: cambiano i luoghi, i personaggi, le vicende, ma il tocco artiglioso dell’autrice rimane lo stesso.

In Diario di Rondine il protagonista è un giovane che, dopo una delusione d’amore, alza un muro davanti al suo cuore, arruolandosi come sicario, visto il suo innato talento nella mira. Miete le sue vittime con freddezza e lucidità spietate, fino all’ultima missione, che lo vede coinvolto  nello sterminio di un’intera famiglia – il padre, famoso ministro, la  madre, un figlio e una figlia adolescente. Sarà la scoperta del diario tenuto dalla giovane adolescente, a cambiare il corso degli eventi in maniera insospettabile e definitiva. Senza aggiungere altro alla trama, che si dipana ritmata e incalzante, lascio al lettore il piacere della scoperta.

Scritto in prima persona, la Nothomb intraprende questo viaggio intimistico nella mente di un uomo malato, approfondendo le sue nevrosi, le sue ossessioni. La narrazione in prima persona acutizza  ancora di più l’ angoscia, l’inadeguatezza di questo uomo disadattato.

La scrittura della Nothomb ci sorprende sempre per la sua originalità, per la capacità magistrale di esprimere concetti, sensazioni, emozioni come in un gioco di parole. Tanto che mi piace pensarla come una  “giocoliera delle parole” capace di costruire e modellare con le lettere dell’alfabeto, sculture uniche e irripetibili.

Un romanzo noir- grottesco per chi ama storie forti e originali,  che invita a interrogarsi sui confini fragili tra umanità e disumanità.

Diario di una rondine” di Amélie Nothomb ( ed Voland novembre 2006)