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11 aprile 2026

IL CUSTODE di Niccolò Ammaniti

 



Tornare a leggere Ammaniti è stato un vero piacere. Questo romanzo, arrivato grazie al regalo di un’amica mi ha riportato alle atmosfere di Io non ho paura (2001), pur muovendosi in una dimensione contemporanea.

Il custode è, prima di tutto, un romanzo di formazione: al centro c’è la crescita e il difficile ingresso nel misterioso e spesso angoscioso mondo degli adulti.

Il protagonista, Nilo Vasciaveo ha tredici anni e vive, insieme alla madre Agata e la zia Rosi, a Triscina, un luogo isolato della Sicilia. La sua non è una vita come le altre: è il custode di un segreto familiare che lo lega profondamente alle sue origini e al territorio in cui è cresciuto.

L’equilibrio si incrina con l’arrivo di Arianna, donna affascinante e appariscente, e di sua figlia Saskia. Da quel momento, la storia prende una piega sempre più tesa e inquieta.

 Il romanzo ruota attorno a questo segreto - che il lettore conosce - e si sviluppa in un continuo crescendo che conduce a un’epifania e a un finale sorprendente. L’atmosfera è a tratti surreale e grottesca, permeata da una minaccia costante, che può cambiare il destino dei personaggi in un attimo.

Ritroviamo i temi cari all’autore: l’adolescenza, la difficoltà di crescere e trovare il proprio posto nel mondo, i rapporti familiari, e le prime esperienze amorose.

Lo stile è essenziale ma forte, i dialoghi sono ben costruiti. La scelta della prima persona rende la narrazione coinvolgente, permettendo al lettore di entrare in sintonia con Nilo.

Un romanzo che invita a riflettere su quanto il peso delle nostre origini possa condizionare le nostre scelte e quanto sia difficile, a volte, liberarsene. Lo consiglio.

“Il custode” di Niccolò Ammanniti ( ed Einaudi 2026)