26 luglio 2026

NOVE SFUMATURE DI GIALLO di Andrea Carraresi

 


NOVE SFUMATURE DI GIALLO di Andrea Carraresi

Chi conosce Sesto Fiorentino e ama il genere giallo, troverà in questa raccolta molto più di nove indagini: riconoscerà un paese, i suoi abitanti e la sua memoria.

Nove racconti autonomi, tutti convincenti, uniti da denominatori comuni: Il maresciallo Occhipinti, l’anziana maestra Assunta (la cui intuizione si rivela spesso vincente), i ragazzi di “su Il Luca”… ma soprattutto i sestesi, popolazione di agricoltori e ceramisti, conosciuta in tutto il mondo per la storica manifattura Richard Ginori, che diventano i veri protagonisti delle storie.

Nove storie diverse e accattivanti – furti e uccisioni di animali, prostitute assassinate, tradimenti macchiati di sangue… – che si svolgono nei primi anni Sessanta e che catturano per quell’atmosfera quasi nostalgica di un tempo più vero e genuino, quando, nonostante le minori risorse, la vita sembrava scorrere con ritmi più lenti e i rapporti umani parevano più stretti.

Colpisce, al di là dell’indagine, almeno a me che sono sestese, l’abilità dell’autore a rappresentare una realtà paesana, così ben caratterizzata, in cui ogni rione e ogni abitante ha un soprannome, e i detti e i proverbi sono pane quotidiano.

Una narrativa dallo stile elegante, pulito e asciutto, cifra ormai riconoscibile di Andrea Carraresi, autore che anche in questa raccolta dimostra una notevole capacità di rappresentare il territorio e la sua gente.

“Nove sfumature di giallo” di Andrea Carraresi (ed Porto Seguro 2016)

24 luglio 2026

LA SCATOLA DELLE LACRIME di Han Kang

 





Scritto nel 2008, La scatola delle lacrime è l’opera prima di Han Kang. Già dalle prime pagine emerge lo stile asciutto e delicato dell’autrice, Nobel della Letteratura 2024, della quale avevo già letto e apprezzato altri libri.

Si tratta di una fiaba ispirata, come lei stessa dichiara nella nota finale, a un ricordo d’infanzia: uno spettacolo in cui un attore danese estrae da una scatola nera grosse lacrime trasparenti.

Da lì nasce la storia di una bambina particolarmente sensibile, soprannominata “ Lacrimona”, che piange per ogni cosa. Gioia, dolore, stupore, ogni emozione diventa lacrima. Fuggita dalla famiglia, alla quale sente di recare solo sofferenza per la sua indole malinconica, si unisce al mago della scatola delle lacrime. Comincia così il suo viaggio nel mondo, un percorso metaforico di crescita, in cui imparerà a riconoscere il valore della propria sensibilità.

Un racconto breve che avvolge il lettore in un’atmosfera leggera ma profonda, che inevitabilmente porta a riflettere su quanto siano preziose le nostre fragilità e su come ciò che percepiamo come un limite possa in realtà rivelarsi la parte più autentica di noi.

Una storia che sembra destinata ai bambini ma che finisce per interrogare soprattutto noi adulti.

“La scatole delle lacrime” di Han Kang ( ed Adelphi 2026)

17 luglio 2026

L’AMPIEZZA DI UN CERCHIO di Emiliano Spaziani

 


L’ampiezza di un cerchio è un thriller che si legge tutto d’un fiato nonostante le sue quattrocento pagine. Pur non essendo il genere letterario che prediligo, ho apprezzato la capacità di Emiliano Spaziani di costruire una narrazione dal forte taglio cinematografico, come se l’autore muovesse una macchina da presa tra ambienti, situazioni e personaggi, restituendo al lettore immagini vivide e dinamiche.

Si potrebbe definire un romanzo nel romanzo. Opera prima dell’autore, sviluppa una trama complessa, ricca di intrecci, senza perdere né ritmo né tensione.

Il protagonista, Peter Heller, un musicista di origine svizzera, costretto ad abbandonare la carriera a causa di una menomazione al braccio destro per salvare una bambina a seguito di una colluttazione con una folle assassina, si è reinventato come scrittore. Quando, durante una trasmissione televisiva, annuncia il suo prossimo romanzo ispirato alla vicenda, una serie di omicidi inizia a colpire le persone legate al suo passato. Coincidenza o qualcosa di molto più inquietante?

Da qui prende avvio una coinvolgente indagine condotta dall’ispettore Mara Grifoni, con il fondamentale contributo dello stesso Heller insieme al commissario in pensione Nicola Ciardi e la giornalista Anna Lombardo, sua ex compagna.

Lo stile è asciutto e diretto, attento ai dettagli senza indulgere in descrizioni superflue. I dialoghi sono ben costruiti e la narrazione mantiene sempre un’impronta “cinematografica”, caratteristica che non sorprende affatto, considerando la grande passione e competenza dell’autore per il cinema.

Un romanzo consigliato agli amanti del thriller e a chi cerca una lettura scorrevole e trascinante. L’ho letto in pochi giorni, spinta dal desiderio di arrivare alla soluzione del mistero, che lo scrittore riesce a tenere ben nascosto fino alle pagine finali.

Un esordio convincente che lascia la curiosità di leggere i prossimi romanzi dell’autore.

“L’ampiezza di un cerchio” di Emiliano Spaziani ( ed PubM 2026)

04 luglio 2026

IL LIBRO DELLE CASE di Andrea Bajani

 



La prima sensazione, leggendo Il libro delle case dopo L’anniversario, è stata quella di tornare in un luogo già conosciuto. Una casa in cui ritroviamo l’odore delle stanze, gli oggetti e i piccoli dettagli di un tempo. Cambia la storia, la struttura del romanzo, ma la voce di Andrea Bajani resta la stessa.

In questo romanzo le case sono tante, diverse. Cambiano gli spazi, la metratura, l’estetica, ma restano sempre luoghi legati ai ricordi, testimoni silenziosi di rapporti che si consumano. Ogni casa del protagonista coincide con uno specifico periodo di vita, con una certa relazione, con un’ emozione, a volte con un abbandono o con una rinascita. Esistono anche case metaforiche – automobili, cabine telefoniche, il carapace di una tartaruga – che diventano anch’esse luoghi da abitare, non meno significative delle case vere e proprie.

È proprio nelle metafore che Bajani raggiunge livelli di scrittura sorprendenti come in questo passo del capitolo della casa dell’adulterio: «Il pavimento in marmo dell’ingresso è l’unico che fa avanti e indietro tra la stanza e il resto dell’appartamento. Il pavimento se ne frega delle porte aperte o chiuse, scivola sotto indisturbato. Ma poi non dice niente, e in ogni caso tutte le settimane viene lavata via ogni traccia di quello che sapeva».

Al centro rimane la famiglia,  osservata ancora una volta attraverso il rapporto difficile con il padre, presenza ingombrante e destabilizzante. Le case attraversano anche la storia italiana, ricordando eventi come il sequestro di Aldo Moro e l’omicidio di Pier Paolo Pasolini, diventando parte del vissuto emotivo del romanzo.

Le case non sono solo rifugio, protezione e amore, ma possono anche trasformarsi in spazi di incomprensione, rifiuto, paura, fino alla violenza.

Nel finale, bellissimo, l’autore sembra fare la sintesi di ogni casa rimettendo insieme ogni tassello e restituendo senso a tutto ciò che abbiamo letto. L’ultima casa, la “casa dei ricordi fuoriusciti” sembra abbracciare tutte le case, come una grande e unica dimora della memoria, quella in cui finiscono i ricordi che continuano ad abitarci anche quando noi ce ne siamo andati.

Al termine del romanzo mi sono sorpresa a pensare anche alle case della mia vita: a quelle lasciate, scelte e ritrovate.  E loro rimangono lì, nonostante la nostra assenza, custodendo i nostri ricordi, molto meglio di quanto sappiamo fare noi.

“Il libro delle case” di Andrea Bajani ( ed Feltrinelli 2021)